Jannik Sinner, orgoglioso di essere il nuovo numero 1 del mondo: “Quando finirà la mia carriera, voglio poter dire di aver dato il 100%. Questa è la mia mentalità”

13/06/2024 14:25 42 commenti
Jannik Sinner  - Foto Getty Images
Jannik Sinner - Foto Getty Images

Jannik Sinner, fresco di conquista del primo posto nel ranking ATP, è stato accolto in patria con tutti gli onori, tra eventi a lui dedicati e celebrazioni per il prestigioso traguardo raggiunto. Nonostante non abbia potuto festeggiare appieno a Parigi durante il Roland Garros 2024, l’azzurro si gode il momento e, in un’intervista, parla della sua mentalità e di cosa significhi per lui essere il numero 1 del mondo.

“È qualcosa che significa molto per me. Essere il numero 1 del mondo vuol dire aver avuto un grande anno, anzi, un anno incredibile con tanti successi e, ovviamente, sono molto felice di questo. D’altra parte, ci sono sempre tornei, devi giocare nei grandi eventi. È un grande privilegio farne parte e non vedo l’ora di affrontare le prossime sfide”, confessa Jannik in un’intervista al sito ufficiale dell’ATP.

“Avevo ancora in mente la mia ultima partita al Roland Garros. Ero contento, era come un sollievo. È un sogno, è quello con cui sognavo quando ero un bambino. In quel momento era solo un sogno. Poter dire di essere il numero 1 del mondo significa molto per me”, aggiunge l’italiano.

Riguardo alla sua mentalità, Sinner dichiara: “Credo che sia il traguardo più grande del nostro sport, è il miglior numero che puoi avere. Tutti sognano di essere in questa posizione, è un risultato che costruisci nell’arco di un anno. Ora vedremo per quanto tempo rimarrò qui, che è una sfida diversa. Mi sveglio ogni giorno con un obiettivo: essere un giocatore migliore e una persona migliore. Ho sempre voglia di lavorare sodo e con la mia etica del lavoro, con la mia positività, sapevo che qualcosa di buono sarebbe successo. Quando finirà la mia carriera, voglio poter dire di aver dato il 100%. Questa è la mia mentalità, l’ho avuta finora e continuerò ad averla fino a quando non mi ritirerò”.

Parole che testimoniano la maturità e la determinazione di Jannik Sinner, un campione che, nonostante la giovane età, ha già dimostrato di avere la stoffa dei grandi. Il nuovo numero 1 del tennis mondiale è pronto a difendere il suo primato e a lottare per raggiungere nuovi, prestigiosi traguardi.



Francesco Paolo Villarico


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42 commenti. Lasciane uno!

Armonica (Guest) 14-06-2024 13:44

Scritto da OnServe

Scritto da Renato
Basta con queste perle di saggezza melensi

Davvero…un prete mancato
Speriamo la russa gli dia una botta di vita prima di annoiarsi anche lei abbestia

Si infatti, anche io mi aspettavo dichiarazioni da cabaret alla Jose Mourinho: ” Io non sono pirla! Sono numero 1 perché nessuno è migliore di me. Io ho vinto Australian Open, Nadal sero tituli, Djokvovic sero tituli. Cos’ha detto di me Pietrangeli? È un vecchio di 90 anni, non capisce più niente di tennis… Cosa dice McEnroe? Non conosco McEnroe. Conosco MchIntosh McLaren, se un McEnroe vuol parlare di me mi deve pagare. Se non piaccio a tutti non è problema mio, neanche Gesù piaceva a tutti.”

42
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+1: il capitano
Carota Senior 14-06-2024 13:21

Sono curioso di vedere Jannik in doppio con Musetti alla olimpiadi.
Lorenzo a rete non è male potrebbe essere una sorpresa.
forza azzurri

41
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Armonica (Guest) 14-06-2024 10:09

Scritto da Onurb
Un nuovo post x riprendere quello che ha detto 2 giorni fa…..interessantissimo

Perché non ci dici anche qui che Nole è il goat! A proposito di cose nuove e interessanti. 😀

40
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+1: il capitano, Massi
Armonica (Guest) 14-06-2024 10:08

Scritto da frafra
che bravo, che esempio
insopportabilmente perfetto

Perfetto in che senso? Perché non fa il coglione in campo, non dice cazzate, non disintegra racchette, non prende a parole il suo angolo, non provoca i tifosi, non frigna se tifano il suo avversario, non aggredisce l’arbitro dicendo “I’m a mother!”, non chiama fuori palle dentro, non si lamenta se l’altro prende una riga, non si lamenta se l’avversario chiede il falco tardi, o se l’avversario fa versi ad alto volume, non finge stati di sfinimento irreversibile alla Monfils/Tiafoe? Se è perfetto in questo senso, allora bene così!

39
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+1: Carota Senior, Massi
Elenatennis (Guest) 13-06-2024 16:21

Scritto da OnServe

Scritto da Renato
Basta con queste perle di saggezza melensi

Davvero…un prete mancato
Speriamo la russa gli dia una botta di vita prima di annoiarsi anche lei abbestia

In effetti penso che manchi solo piu’ la frase “Voglio la pace nel mondo !” e poi il manuale delle banalita’ lo ha finito . Vabbe’, godiamoci il giocatore e stendiamo un velo pietoso sulle dichiarazioni 🙂

38
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-1: antoniov, il capitano
OnServe (Guest) 13-06-2024 16:14

Scritto da Renato
Basta con queste perle di saggezza melensi

Davvero…un prete mancato 🙂
Speriamo la russa gli dia una botta di vita prima di annoiarsi anche lei abbestia

37
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-1: antoniov, il capitano
Marco60 (Guest) 13-06-2024 14:52

@ zedarioz (#4088955)

E ti dirò di più: Jannik è capace di annichilire mentalmente gli avversari senza mai dover arrivare ad attivare allo scopo anche certi atteggiamenti decisamente plateali o addirittura disturbanti per l’avversario, come invece più volte Nole ha fatto… il primo che mi viene in mente dei tanti è ad esempio l’urlo disumano che fece con Berrettini nei quarti del RGarros 2021. Ma ce lo vedete Jannik fare così??… ma per favore, semplicemente non è e non sarà mai nel suo stile

36
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+1: il capitano
Volevo la Wip (Guest) 13-06-2024 14:00

Scritto da frafra
che bravo, che esempio
insopportabilmente perfetto

In un’epoca come questa significa essere assolutamente anticonformista e a me l’anticonformismo piace.

35
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+1: Massi, Sonj, Carota Senior
Renato (Guest) 13-06-2024 13:45

Scritto da Renato
Basta con queste perle di saggezza melensi

Ma basta te. Usa il tuo solito nick, str

34
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zedarioz 13-06-2024 13:27

@ DuDu (#4088974)

Assolutamente si. Come Nole parte da un talento di colpitore e doti di equilibrio eccezionali e come Nole col lavoro si sta costruendo un repertorio formidabile. Anche Nole all’inizio aveva problemi al servizio, a rete non sapeva giocare (e gli smash non ha mai davvero imparato a farli) e per questo rispetto a Roger o Alcaraz o Nadal, il meglio l’ha dato dai 24 anni in poi. In questo c’è la vera somiglianza con Sinner, si sono costruiti passo dopo passo senza mai fermarsi e quindi sono convinto che il miglior Sinner lo vedremo tra i 24/25 e i 34/35 anni. Il meglio deve ancora venire.

33
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+1: Sonj
Luce nella notte 13-06-2024 13:11

Scritto da MARMAS
La parola chiave del tennista e uomo Sinner è miglioramento.
I tennisti sono in continuo movimento, c’è chi sale, chi rimane fermo e chi scende
Djokovic ha vinto il suo secondo Slam a 23 anni e 8 mesi, in quel momento era sotto negli H2H con Federer 13-6 e con Nadal 16-7.
Sembrava un terzo incomodo un gradino sotto i primi 2 e, seppur fortissimo, non sembrava possibile che potesse superare Roger e Rafa… Sappiamo invece com’è andata.
Sinner prima ancora che tecnicamente ricorda il serbo dal punto di vista della mentalità.
Una fame di miglioramento insaziabile che non viene placata dai trionfi, dal successo e dal denaro (per Nole è certificato che sia così, Jannik è ancora ad inizio carriera ma il percorso sembra decisamente quello).
Volendo semplificare il tennis è la sommatoria di 4 componenti (atletica, tecnica, concentrazione e tattica) e tutte queste componenti variano nel corso del tempo seguendo delle parabole che in parte sono fisiologiche e in parte dipendono dalla testa del tennista.
La componente atletica si divide in esplosività e resistenza, la prima raggiunge fisiologicamente il suo apice molto presto, direi non oltre i 25 anni ma anche prima (sarà contento Enzo), la resistenza-fondo invece ha una parabola di crescita più lenta e può raggiungere l’apice anche dopo i 30 anni.
I tennisti che basano il loro gioco sull’esplosività fisica (Alcaraz ne è un esempio) devono scontare il prematuro declino di questa componente, però se sono dei campioni riescono a compensare questo deficit lavorando sulle altre componenti (Nadal docet).
La componente tecnica può essere migliorata per tutta la carriera.
Però è difficilissimo per un professionista andare ad incidere tecnicamente su movimenti e colpi che sono automatizzati…ci vuole una grandissima testa, controllo del corpo e determinazione.
Jannik lo ha fatto principalmente sul servizio e Medvedev (sicuramente uno che conosce la materia e dice quello che pensa) è rimasto sbalordito dai risultati.
La concentrazione è una componente sottovalutata ma fondamentale. Il tennis è un gioco di precisione estrema nei tempi e punti di impatto e pochi millimetri o centesimi di secondo possono fare la differenza.
Questa precisione richiede a monte un livello di concentrazione che è difficile mantenere a livelli accettabili per match lunghissimi ed è difficile anche trovarla al massimo livello nei momenti importanti. Anche qui la testa è fondamentale.
Infine c’è la tattica, cioè la capacità di capire e sfruttare le crepe dell’avversario e i propri punti di forza e di fare le scelte giuste al momento giusto. Questa componente tende a migliorare per tutta la carriera essendo essenzialmente legata all’esperienza. Ma anche qui la crescita non è automatica e non va da sola ed è sempre la testa del tennista che fa la differenza.
Insomma chi ha la voglia e la testa per sfruttare al massimo ogni componente del gioco continuerà a migliorare prima, più a lungo e in modo più netto di altri e potrà raggiungere risultati che magari ad un certo punto della carriera sembravano miraggi.
Jannik finora ha dimostrato, non solo a parole ma anche sul campo, di essere un alieno da questo punto di vista, per me paragonabile solo a Djokovic.
Se come Nole riuscirà a proseguire su questo percorso per l’intera carriera sono convinto che ne vedremo delle belle e tante previsioni si riveleranno sottostimate per il nostro campione, che comunque non parte indietro a nessuno visto che già oggi è il numero 1 del mondo.

Se arriva in fondo ai prossimi due tornei su erba (finale, assai possibile) e poi senza un minimo di riposo sibbutta a capofitto di nuovo sulla Terra (Svezia e Roland Garros bis) SI SPACCA UN’ ALTRA VOLTA, lui come chiunque altro.
Montecarlo senza un minimo di sosta dopo Miami (vinto) l’ ha gia’ pagate cara.
Il troppo stroppia e il TROPPO SPACCA.
C’ e’ chi si é giocato un leggendario GRAN SLAM ampiamente alla sua portata buttandosi nel forno della pagliacciata tennistica di Tokyo.
Cose facilmente prevedibili e facilmente previste.

32
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-1: Sonj
Silvio (Guest) 13-06-2024 13:09

Il torneo di Halle sarà importantissimo,da un numero 1 adesso partirà favorito in ogni torneo quindi ci si aspetta che lo onori a pieno la sua posizione,poi la prima partita da numero 1 ufficiale non può che iniziare con una vittoria

31
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+1: il capitano, Sonj
JohnMcenroe (Guest) 13-06-2024 12:52

Ora attende Jannik un’altra sfida, ancora più difficile : mantenere la posizione di vertice, respingendo gli attacchi degli avversari…solo il tempo ci saprà dire se ci sarà riuscito…gli auguro, in primis, di stare bene fisicamente, che é la cosa più importante…

30
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+1: Sonj
roby.mortilla@gmail.com 13-06-2024 12:32

@ MARMAS (#4088867)

Perfetto, perfetto. Vorrei aggiungere un mio modesto parere che da sempre mi porto in testa. La maggiore precocità dell’ esplosione di Alcaraz rispetto a Sinner è per me dovuta alla sua fisicità, alla sua muscolarità, dono di madre natura, ma anche ulteriormente “potenziata” in adolescenza, unita all’ indubbio talento. Nel caso di Sinner si è voluto aspettare che finisse di crescere in altezza massima, una volta raggiunta la quale (1,93, non male), solo allora si è cominciato a lavorare seriamente sulla massa, per mettere su quei muscoli che i trionfi di fine 2023 e di inizio 24 stavano cominciando a dimostrarne i frutti in termini di potenza e resistenza, poi vanificati dai vari malanni che sappiamo (anca in primis) che gli hanno fatto perdere addirittura 3-4 chili. Vedrete quando si… rassoderà. Per i miglioramenti tecnici, beh… per quelli Jannik per me ha molto più margine (e con la sua testa li otterrà) di Carlitos che sinceramente meglio di così non so come possa giocare. Mi sbaglierò… ai poster l’ardua sentenza, come disse Baglioni

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DuDu 13-06-2024 12:25

Scritto da zedarioz

Scritto da DuDu
@ MARMAS (#4088867)
Complimenti per l’analisi, veramente condivido ogni parola. Rispetto a Djokovic, Sinner al momento ha una minore ferocia agonistica, la capacità di Nole di fare sentire “piccolo” l’avversario, ancora non è ai quei livelli, forse irraggiungibili. Jannik è comunque un resiliente, uno che lotta allo strenuo e con una volontà di ferro sovrumana, altrimenti non sarebbe dove è ora. Cresecerà ancora perchè la sua testa è quella, perfezionerà la sua tecnica come ha sempre fatto e a fine carriera tireremo le somme, che credo comunque saranno piuttosto alte.

Su questo non sono d’accordo. Ho visto alcaraz disperarsi per certi set in cui Jannik lo ha dominato. E soprattutto prova a ripensare alla semifinale e finale di Miami. Due signori giocatori come Medvedev e Dimitrov a metà del primo set avevano già capito come sarebbe finita la partita. Li ha letteralmente piegati fino a farli rassegnare alla sconfitta molto prima della fine della partita.

Certo, è verissimo quello che dici. Mi riferivo solo al parallelismo con Djokovic, che a mio avviso da quel punto di vista ha fissato un livello difficilmente raggiungibile. Quello che dici tu è corretto, anche nelle partite contro Alcaraz e Medvedev dell’autunno 2023, oltre a quelle da te citate, l’impotenza degli avversari e la loro frustrazione era decisamente evidente. Poi ovvio, io paragono il Djokovic maturo ad un ragazzo di neanche 23 anni che a pari età è molto avanti rispetto al “maestro”, quindi sono certo che ne vedremo ancora delle belle!

28
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italo (Guest) 13-06-2024 12:12

Non penso la sua carriera sia molto lunga, soprattutto se raggiungerà gli obiettivi che si è dato.
L’uomo Sinner credo abbia tanti progetti extratennistici, dopotutto questa è solo una parte della sua vita.

27
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-1: Sonj, antoniov, il capitano
zedarioz 13-06-2024 12:11

Scritto da DuDu
@ MARMAS (#4088867)
Complimenti per l’analisi, veramente condivido ogni parola. Rispetto a Djokovic, Sinner al momento ha una minore ferocia agonistica, la capacità di Nole di fare sentire “piccolo” l’avversario, ancora non è ai quei livelli, forse irraggiungibili. Jannik è comunque un resiliente, uno che lotta allo strenuo e con una volontà di ferro sovrumana, altrimenti non sarebbe dove è ora. Cresecerà ancora perchè la sua testa è quella, perfezionerà la sua tecnica come ha sempre fatto e a fine carriera tireremo le somme, che credo comunque saranno piuttosto alte.

Su questo non sono d’accordo. Ho visto alcaraz disperarsi per certi set in cui Jannik lo ha dominato. E soprattutto prova a ripensare alla semifinale e finale di Miami. Due signori giocatori come Medvedev e Dimitrov a metà del primo set avevano già capito come sarebbe finita la partita. Li ha letteralmente piegati fino a farli rassegnare alla sconfitta molto prima della fine della partita.

26
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+1: DuDu
Peter (Guest) 13-06-2024 12:09

Scritto da MARMAS
La parola chiave del tennista e uomo Sinner è miglioramento.
I tennisti sono in continuo movimento, c’è chi sale, chi rimane fermo e chi scende
Djokovic ha vinto il suo secondo Slam a 23 anni e 8 mesi, in quel momento era sotto negli H2H con Federer 13-6 e con Nadal 16-7.
Sembrava un terzo incomodo un gradino sotto i primi 2 e, seppur fortissimo, non sembrava possibile che potesse superare Roger e Rafa… Sappiamo invece com’è andata.
Sinner prima ancora che tecnicamente ricorda il serbo dal punto di vista della mentalità.
Una fame di miglioramento insaziabile che non viene placata dai trionfi, dal successo e dal denaro (per Nole è certificato che sia così, Jannik è ancora ad inizio carriera ma il percorso sembra decisamente quello).
Volendo semplificare il tennis è la sommatoria di 4 componenti (atletica, tecnica, concentrazione e tattica) e tutte queste componenti variano nel corso del tempo seguendo delle parabole che in parte sono fisiologiche e in parte dipendono dalla testa del tennista.
La componente atletica si divide in esplosività e resistenza, la prima raggiunge fisiologicamente il suo apice molto presto, direi non oltre i 25 anni ma anche prima (sarà contento Enzo), la resistenza-fondo invece ha una parabola di crescita più lenta e può raggiungere l’apice anche dopo i 30 anni.
I tennisti che basano il loro gioco sull’esplosività fisica (Alcaraz ne è un esempio) devono scontare il prematuro declino di questa componente, però se sono dei campioni riescono a compensare questo deficit lavorando sulle altre componenti (Nadal docet).
La componente tecnica può essere migliorata per tutta la carriera.
Però è difficilissimo per un professionista andare ad incidere tecnicamente su movimenti e colpi che sono automatizzati…ci vuole una grandissima testa, controllo del corpo e determinazione.
Jannik lo ha fatto principalmente sul servizio e Medvedev (sicuramente uno che conosce la materia e dice quello che pensa) è rimasto sbalordito dai risultati.
La concentrazione è una componente sottovalutata ma fondamentale. Il tennis è un gioco di precisione estrema nei tempi e punti di impatto e pochi millimetri o centesimi di secondo possono fare la differenza.
Questa precisione richiede a monte un livello di concentrazione che è difficile mantenere a livelli accettabili per match lunghissimi ed è difficile anche trovarla al massimo livello nei momenti importanti. Anche qui la testa è fondamentale.
Infine c’è la tattica, cioè la capacità di capire e sfruttare le crepe dell’avversario e i propri punti di forza e di fare le scelte giuste al momento giusto. Questa componente tende a migliorare per tutta la carriera essendo essenzialmente legata all’esperienza. Ma anche qui la crescita non è automatica e non va da sola ed è sempre la testa del tennista che fa la differenza.
Insomma chi ha la voglia e la testa per sfruttare al massimo ogni componente del gioco continuerà a migliorare prima, più a lungo e in modo più netto di altri e potrà raggiungere risultati che magari ad un certo punto della carriera sembravano miraggi.
Jannik finora ha dimostrato, non solo a parole ma anche sul campo, di essere un alieno da questo punto di vista, per me paragonabile solo a Djokovic.
Se come Nole riuscirà a proseguire su questo percorso per l’intera carriera sono convinto che ne vedremo delle belle e tante previsioni si riveleranno sottostimate per il nostro campione, che comunque non parte indietro a nessuno visto che già oggi è il numero 1 del mondo.

Bel post Marmas ed è la verità.

25
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+1: il capitano, Sonj, Pippolivetennis
Peter (Guest) 13-06-2024 12:03

Scritto da ARAZI
Non brilla per fantasia, dichiarazioni da calciatore a fine partita

Per forza,in ogni istante della giornata gli fanno sempre le stesse domande e alla fine ti costringono a rispondere nella stessa maniera.
E poi se su un argomento rispondi diversamente,ti dicono “che hai cambiato idea?”.

24
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+1: il capitano, roby.mortilla@gmail.com, Sonj, Navaioh69
zedarioz 13-06-2024 12:01

Una delle sue forze è quella di non avere l’ansia del risultato, di dover dimostrare qualcosa. Se perde non si abbatte ma cerca di capire perchè ha perso e cosa gli manca ancora. E continuerà così. Se avrà sempre questa abnegazione, di trofei ne alzerà parecchi.

23
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+1: Sonj
Massi 13-06-2024 11:55

Scritto da frafra
che bravo, che esempio
insopportabilmente perfetto

Esempio perfetto per coloro che vorranno cogliere l’essenza dell’atleta Jannik non certo per chi passa il tempo sul divano con la frittata di cipolle e la birra

22
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+1: il capitano
Alex77 (Guest) 13-06-2024 11:48

Scritto da MARMAS
La parola chiave del tennista e uomo Sinner è miglioramento.
I tennisti sono in continuo movimento, c’è chi sale, chi rimane fermo e chi scende
Djokovic ha vinto il suo secondo Slam a 23 anni e 8 mesi, in quel momento era sotto negli H2H con Federer 13-6 e con Nadal 16-7.
Sembrava un terzo incomodo un gradino sotto i primi 2 e, seppur fortissimo, non sembrava possibile che potesse superare Roger e Rafa… Sappiamo invece com’è andata.
Sinner prima ancora che tecnicamente ricorda il serbo dal punto di vista della mentalità.
Una fame di miglioramento insaziabile che non viene placata dai trionfi, dal successo e dal denaro (per Nole è certificato che sia così, Jannik è ancora ad inizio carriera ma il percorso sembra decisamente quello).
Volendo semplificare il tennis è la sommatoria di 4 componenti (atletica, tecnica, concentrazione e tattica) e tutte queste componenti variano nel corso del tempo seguendo delle parabole che in parte sono fisiologiche e in parte dipendono dalla testa del tennista.
La componente atletica si divide in esplosività e resistenza, la prima raggiunge fisiologicamente il suo apice molto presto, direi non oltre i 25 anni ma anche prima (sarà contento Enzo), la resistenza-fondo invece ha una parabola di crescita più lenta e può raggiungere l’apice anche dopo i 30 anni.
I tennisti che basano il loro gioco sull’esplosività fisica (Alcaraz ne è un esempio) devono scontare il prematuro declino di questa componente, però se sono dei campioni riescono a compensare questo deficit lavorando sulle altre componenti (Nadal docet).
La componente tecnica può essere migliorata per tutta la carriera.
Però è difficilissimo per un professionista andare ad incidere tecnicamente su movimenti e colpi che sono automatizzati…ci vuole una grandissima testa, controllo del corpo e determinazione.
Jannik lo ha fatto principalmente sul servizio e Medvedev (sicuramente uno che conosce la materia e dice quello che pensa) è rimasto sbalordito dai risultati.
La concentrazione è una componente sottovalutata ma fondamentale. Il tennis è un gioco di precisione estrema nei tempi e punti di impatto e pochi millimetri o centesimi di secondo possono fare la differenza.
Questa precisione richiede a monte un livello di concentrazione che è difficile mantenere a livelli accettabili per match lunghissimi ed è difficile anche trovarla al massimo livello nei momenti importanti. Anche qui la testa è fondamentale.
Infine c’è la tattica, cioè la capacità di capire e sfruttare le crepe dell’avversario e i propri punti di forza e di fare le scelte giuste al momento giusto. Questa componente tende a migliorare per tutta la carriera essendo essenzialmente legata all’esperienza. Ma anche qui la crescita non è automatica e non va da sola ed è sempre la testa del tennista che fa la differenza.
Insomma chi ha la voglia e la testa per sfruttare al massimo ogni componente del gioco continuerà a migliorare prima, più a lungo e in modo più netto di altri e potrà raggiungere risultati che magari ad un certo punto della carriera sembravano miraggi.
Jannik finora ha dimostrato, non solo a parole ma anche sul campo, di essere un alieno da questo punto di vista, per me paragonabile solo a Djokovic.
Se come Nole riuscirà a proseguire su questo percorso per l’intera carriera sono convinto che ne vedremo delle belle e tante previsioni si riveleranno sottostimate per il nostro campione, che comunque non parte indietro a nessuno visto che già oggi è il numero 1 del mondo.

“Esattissimo” Marmas

21
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+1: Marcorava, Pippolivetennis
Lele (Guest) 13-06-2024 11:41

Scritto da roby.mortilla@gmail.com

Scritto da artadian

Scritto da Armonica
6 commenti, 4 di lamentele insulse…

Ormai, scornati dai risultati e dalla classifica, si attaccano a tutto pur di mantenere lo status di troll

Sono le bimbe di Alcaraz

Allora mi sa che Carletto sta facendo gli scongiuri, visti i risultati di quell’altro che ha le bimbe al seguito..

20
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Renato (Guest) 13-06-2024 11:37

Basta con queste perle di saggezza melensi

19
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Detuqueridapresencia 13-06-2024 11:34

@ MARMAS (#4088867)

NELL’OSCAR DELLE BACHECHE

18
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+1: Sonj, il capitano, Pippolivetennis, antoniov
roby.mortilla@gmail.com 13-06-2024 11:33

Scritto da artadian

Scritto da Armonica
6 commenti, 4 di lamentele insulse…

Ormai, scornati dai risultati e dalla classifica, si attaccano a tutto pur di mantenere lo status di troll

Sono le bimbe di Alcaraz

17
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+1: Detuqueridapresencia, il capitano
Lele (Guest) 13-06-2024 11:29

Scritto da MARMAS
La parola chiave del tennista e uomo Sinner è miglioramento.
I tennisti sono in continuo movimento, c’è chi sale, chi rimane fermo e chi scende
Djokovic ha vinto il suo secondo Slam a 23 anni e 8 mesi, in quel momento era sotto negli H2H con Federer 13-6 e con Nadal 16-7.
Sembrava un terzo incomodo un gradino sotto i primi 2 e, seppur fortissimo, non sembrava possibile che potesse superare Roger e Rafa… Sappiamo invece com’è andata.
Sinner prima ancora che tecnicamente ricorda il serbo dal punto di vista della mentalità.
Una fame di miglioramento insaziabile che non viene placata dai trionfi, dal successo e dal denaro (per Nole è certificato che sia così, Jannik è ancora ad inizio carriera ma il percorso sembra decisamente quello).
Volendo semplificare il tennis è la sommatoria di 4 componenti (atletica, tecnica, concentrazione e tattica) e tutte queste componenti variano nel corso del tempo seguendo delle parabole che in parte sono fisiologiche e in parte dipendono dalla testa del tennista.
La componente atletica si divide in esplosività e resistenza, la prima raggiunge fisiologicamente il suo apice molto presto, direi non oltre i 25 anni ma anche prima (sarà contento Enzo), la resistenza-fondo invece ha una parabola di crescita più lenta e può raggiungere l’apice anche dopo i 30 anni.
I tennisti che basano il loro gioco sull’esplosività fisica (Alcaraz ne è un esempio) devono scontare il prematuro declino di questa componente, però se sono dei campioni riescono a compensare questo deficit lavorando sulle altre componenti (Nadal docet).
La componente tecnica può essere migliorata per tutta la carriera.
Però è difficilissimo per un professionista andare ad incidere tecnicamente su movimenti e colpi che sono automatizzati…ci vuole una grandissima testa, controllo del corpo e determinazione.
Jannik lo ha fatto principalmente sul servizio e Medvedev (sicuramente uno che conosce la materia e dice quello che pensa) è rimasto sbalordito dai risultati.
La concentrazione è una componente sottovalutata ma fondamentale. Il tennis è un gioco di precisione estrema nei tempi e punti di impatto e pochi millimetri o centesimi di secondo possono fare la differenza.
Questa precisione richiede a monte un livello di concentrazione che è difficile mantenere a livelli accettabili per match lunghissimi ed è difficile anche trovarla al massimo livello nei momenti importanti. Anche qui la testa è fondamentale.
Infine c’è la tattica, cioè la capacità di capire e sfruttare le crepe dell’avversario e i propri punti di forza e di fare le scelte giuste al momento giusto. Questa componente tende a migliorare per tutta la carriera essendo essenzialmente legata all’esperienza. Ma anche qui la crescita non è automatica e non va da sola ed è sempre la testa del tennista che fa la differenza.
Insomma chi ha la voglia e la testa per sfruttare al massimo ogni componente del gioco continuerà a migliorare prima, più a lungo e in modo più netto di altri e potrà raggiungere risultati che magari ad un certo punto della carriera sembravano miraggi.
Jannik finora ha dimostrato, non solo a parole ma anche sul campo, di essere un alieno da questo punto di vista, per me paragonabile solo a Djokovic.
Se come Nole riuscirà a proseguire su questo percorso per l’intera carriera sono convinto che ne vedremo delle belle e tante previsioni si riveleranno sottostimate per il nostro campione, che comunque non parte indietro a nessuno visto che già oggi è il numero 1 del mondo.

Analisi impeccabile!

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Claudio (Guest) 13-06-2024 11:26

Jannik complimenti a te ed ai tuoi genitori, continua cosi con la tua determinazione e la voglia di lavorare con la massima serieta’. Ti sei assunto una grande responsabilita’ nel dare l’esempio a tutti gli italiani, non cambiare e non lasciarti trascinare dai soldi e dalla notorieta’. La tua serieta’ e’ la caratteristica che puo’ trascinare moltissimi ragazzi e portarli a imitarti. Ti voglio bene un nonno di 81 anni

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frafra (Guest) 13-06-2024 11:02

che bravo, che esempio
insopportabilmente perfetto

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-1: j
DuDu 13-06-2024 11:01

@ MARMAS (#4088867)

Complimenti per l’analisi, veramente condivido ogni parola. Rispetto a Djokovic, Sinner al momento ha una minore ferocia agonistica, la capacità di Nole di fare sentire “piccolo” l’avversario, ancora non è ai quei livelli, forse irraggiungibili. Jannik è comunque un resiliente, uno che lotta allo strenuo e con una volontà di ferro sovrumana, altrimenti non sarebbe dove è ora. Cresecerà ancora perchè la sua testa è quella, perfezionerà la sua tecnica come ha sempre fatto e a fine carriera tireremo le somme, che credo comunque saranno piuttosto alte.

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artadian 13-06-2024 10:58

Scritto da Armonica
6 commenti, 4 di lamentele insulse…

Ormai, scornati dai risultati e dalla classifica, si attaccano a tutto pur di mantenere lo status di troll

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artadian 13-06-2024 10:58

Scritto da Armonica
6 commenti, 4 di lamentele insulse…

Ormai, scornati dai risultati e dalla classifica, si attaccano a tutto pur di mantenere lo status di troll

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Tennis83 13-06-2024 10:51

@ MARMAS (#4088867)

Finalmente qualcuno che si ricorda come funziona il tennis. L’esempio di Nole è il miglior commento a tutti i disfattisti del blog e non solo.

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MARMAS (Guest) 13-06-2024 10:41

La parola chiave del tennista e uomo Sinner è miglioramento.
I tennisti sono in continuo movimento, c’è chi sale, chi rimane fermo e chi scende
Djokovic ha vinto il suo secondo Slam a 23 anni e 8 mesi, in quel momento era sotto negli H2H con Federer 13-6 e con Nadal 16-7.
Sembrava un terzo incomodo un gradino sotto i primi 2 e, seppur fortissimo, non sembrava possibile che potesse superare Roger e Rafa… Sappiamo invece com’è andata.
Sinner prima ancora che tecnicamente ricorda il serbo dal punto di vista della mentalità.
Una fame di miglioramento insaziabile che non viene placata dai trionfi, dal successo e dal denaro (per Nole è certificato che sia così, Jannik è ancora ad inizio carriera ma il percorso sembra decisamente quello).
Volendo semplificare il tennis è la sommatoria di 4 componenti (atletica, tecnica, concentrazione e tattica) e tutte queste componenti variano nel corso del tempo seguendo delle parabole che in parte sono fisiologiche e in parte dipendono dalla testa del tennista.
La componente atletica si divide in esplosività e resistenza, la prima raggiunge fisiologicamente il suo apice molto presto, direi non oltre i 25 anni ma anche prima (sarà contento Enzo), la resistenza-fondo invece ha una parabola di crescita più lenta e può raggiungere l’apice anche dopo i 30 anni.
I tennisti che basano il loro gioco sull’esplosività fisica (Alcaraz ne è un esempio) devono scontare il prematuro declino di questa componente, però se sono dei campioni riescono a compensare questo deficit lavorando sulle altre componenti (Nadal docet).
La componente tecnica può essere migliorata per tutta la carriera.
Però è difficilissimo per un professionista andare ad incidere tecnicamente su movimenti e colpi che sono automatizzati…ci vuole una grandissima testa, controllo del corpo e determinazione.
Jannik lo ha fatto principalmente sul servizio e Medvedev (sicuramente uno che conosce la materia e dice quello che pensa) è rimasto sbalordito dai risultati.
La concentrazione è una componente sottovalutata ma fondamentale. Il tennis è un gioco di precisione estrema nei tempi e punti di impatto e pochi millimetri o centesimi di secondo possono fare la differenza.
Questa precisione richiede a monte un livello di concentrazione che è difficile mantenere a livelli accettabili per match lunghissimi ed è difficile anche trovarla al massimo livello nei momenti importanti. Anche qui la testa è fondamentale.
Infine c’è la tattica, cioè la capacità di capire e sfruttare le crepe dell’avversario e i propri punti di forza e di fare le scelte giuste al momento giusto. Questa componente tende a migliorare per tutta la carriera essendo essenzialmente legata all’esperienza. Ma anche qui la crescita non è automatica e non va da sola ed è sempre la testa del tennista che fa la differenza.
Insomma chi ha la voglia e la testa per sfruttare al massimo ogni componente del gioco continuerà a migliorare prima, più a lungo e in modo più netto di altri e potrà raggiungere risultati che magari ad un certo punto della carriera sembravano miraggi.
Jannik finora ha dimostrato, non solo a parole ma anche sul campo, di essere un alieno da questo punto di vista, per me paragonabile solo a Djokovic.
Se come Nole riuscirà a proseguire su questo percorso per l’intera carriera sono convinto che ne vedremo delle belle e tante previsioni si riveleranno sottostimate per il nostro campione, che comunque non parte indietro a nessuno visto che già oggi è il numero 1 del mondo.

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-1: ARAZI
Detuqueridapresencia 13-06-2024 10:40

GRANDISSIMO JANNIK

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Pier no guest 13-06-2024 10:39

Ieri guardavo le gare di atletica e vedere l’Italia dominare il medagliere è incredibile quanto avere un tennista italiano sul tetto del mondo.
È un premio alla passione, al sacrificio ed al talento di ragazzi, famiglie, staff.
Poi osservi i nostri rappresentanti e scopri che pure in ambito “fight club” stiamo messi bene e difatti al G7 ci temono tutti. Ed ecco perché c’è una nave con 2.500 agenti pronta ad ogni evenienza…. Pronta… Mica tanto, era in condizioni fatiscenti ed è stata sequestrata.
Divertiamoci con lo sport, diamo il giusto peso alle polemiche e non facciamoci il sangue amaro che ci sarebbe da vergognarsi per ben altro.

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-1: Sonj
Armonica (Guest) 13-06-2024 10:39

6 commenti, 4 di lamentele insulse…

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Giuras 13-06-2024 09:39

Ti auguro tutto il bene possibile Jannik.
Te lo meriti.

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guido (Guest) 13-06-2024 09:28

Bravo Jan

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