
Tennis in lotta contro il match-fixing: cinque tennisti francesi sanzionati dall’ITIA


La piaga delle scommesse sportive e del match-fixing colpisce anche il mondo del tennis, rappresentando, insieme al doping, una delle principali preoccupazioni per i vertici di questo sport. A conferma della tolleranza zero verso questi comportamenti, l’ITIA (International Tennis Integrity Agency) ha recentemente sanzionato cinque tennisti francesi accusati di aver manipolato partite.
Yannick Thivant, Thomas Brechemier, Gabriel Petit, Thomas Setodji e Hugo Daubias sono stati colpiti da pene esemplari che vanno dall’inibizione per 10 anni fino alla radiazione a vita, impedendo loro di giocare nuovamente a tennis a livello professionale.
Queste sanzioni, particolarmente severe, dimostrano la ferma volontà dell’ITIA di contrastare un fenomeno purtroppo ancora presente nel circuito tennistico, soprattutto nei tornei minori dove i controlli sono talvolta meno rigorosi e i giocatori, spesso in difficoltà economiche, possono essere più vulnerabili alle proposte illecite.
Il match-fixing rappresenta una minaccia significativa per l’integrità dello sport, in quanto compromette l’essenza stessa della competizione sportiva basata sulla lealtà e sull’imprevedibilità del risultato. Quando un incontro viene manipolato, non solo vengono traditi i tifosi e gli appassionati, ma viene minato anche il sistema delle scommesse legali e l’intera credibilità dello sport.
La decisione dell’ITIA di comminare sanzioni così drastiche a questi cinque tennisti francesi, nonostante nessuno di loro fosse un nome di primo piano nel panorama tennistico mondiale, dimostra la determinazione dell’agenzia nel combattere questo fenomeno a tutti i livelli soprattutto nei tornei minori dove girano pochi soldi e tante possibili tentazioni.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Tennis e scommesse
8 commenti
Una stupidaggine.
@ Koko (#4352776)
Non è corretto dire “per 20,00 euro”, la dicitura corretta è: per 20,00 sporchi euro.
Vero, ma allora il sistema tennis è marcio alla radice se un/a ragazzo/a deve investire capitali infiniti per tentare la strada degli dei. Già dalla partenza il tennis professionistico si dichiara estremamente discriminatorio, dove puoi essere anche la reincarnazione di Federer ma se sei povero rimani nell’ombra. Questo non succede in molti altri sport, soprattutto quelli cosiddetti popolari e di squadra. Questo sistema provoca sicuramente la proliferazione di stuoli di tennisti talentuosi con enorme potenziale ma che rimangono nel limbo e poi, dopo anni di professionismo dietro le quinte con guadagni ridicoli, si danno alle pratiche illegali, un pò per necessità un pò per rivalsa contro un sistema che tutto gli ha preso e nulla gli ha restituito. Anche per loro incapacità magari. È dalla base che andrebbe riformato il tennis…
Il problema e’ che il Tennis di fatto e’ uno sport dilettantistico nella base e professionistico nel 10% dei giocatori (direi fino al 120/150) …Questi sono giocatori dai 28 anni in su il cui migliore e’ stato #400 al mondo…..Praticamente in 10 anni di carriera nel sogno di sfondare nel tennis che conta ci avranno rimesso almeno un €400.000 a testa …..
Magari se, invece di pensare di aumentare i montepremi di giocatori che hanno già tanti di quei soldi che non basterà una vita per spenderli, aumentassero i montepremi dei tornei minori…..
Grande ipocrisia.
Abolite le scommesse e vedrete che non ci saranno match fixing.
Però le scommesse portano denaro…
rovinarsi la carriera… tre di questi non giocano una partita nel circuito da 7 anni e uno da 4. Setodji è l’unico che ha ancora una classifica ATP: 1253.Poi mIca é detto che siano €20.
Rovinarsi così la carriera per…venti euro! 😉