Al Masters 1000 di Madrid verrà introdotto il sistema Foxtenn per controllare il segno della palla su terra
Il torneo di Madrid è spesso stato pioniere nell’introdurre novità, alcune riuscite, altre meno. Dalle raccattapalle modelle, alla terra blu, spesso nel 1000 iberico di proprietà del vulcanico Ion Tiriac si è cercato di innovare.
L’edizione 2021, confermata dal 27 aprile al 9 maggio prossimi, vedrà la novità del sistema Foxtenn per controllare il segno della palla sul campo. È una novità assoluta per un torneo di questo livello su terra battuta, dove finora si era preferita l’evidenza empirica del reale segno della palla sulla terra rispetto a “occhio di falco”, molto accurato ma pur sempre una simulazione informatica.
Il sistema Foxtenn tuttavia è diverso da quello ufficiale sui tour ATP e WTA: funziona grazie a telecamere ad altissima risoluzione e velocità di scatto, che riescono a riprendere e fermare il reale rimbalzo della palla sul campo nei pressi della riga, quindi il controllo elettronico appare ancor più accurato rispetto a “occhio di falco”.
Vedremo se questa novità sarà seguita anche dagli altri tornei sul rosso, come Monte Carlo, Roma o altri eventi 250 e 500.
TAG: controllo elettronico della palla, Fox Tenn, Foxteen, Ion Tiriac, Madrid, Master 1000 Madrid, Masters 1000 Madrid 2021
Mah, avevano già provato a introdurre questo sistema (non ricordo se fosse Hawkeye o Foxtenn) a Rio, e poi non se n’è fatto niente.
Sono problemi di millimetri, 3.6 per essere precisi nel caso dell’errore dell’Hawkeye che corrisponde a questa differenza di segno sul campo , a cui il nuovo sistema Foxtenn dovrebbe sopperire con una tecnologia più avanzata (sì, però… vorrei sapere quale sia l’errore ad esso associato. L’errore pari a zero, mi spiace, ma non esiste).
Il problema dell’introduzione di tali sistemi su superfici in terra dipende essenzialmente dalla natura di tali superfici. Mentre il segno lasciato sul duro è facilmente recuperabile con le telecamere per lo slow motion, nel caso della terra rimane implicitamente un margine d’errore dovuto alla natura non compatta del terreno, in cui la palla “affonda”, spostando la terra intorno la zona d’impatto, per poi rimbalzare. Se vi arrivasse con una traiettoria verticale sarebbe più facile distinguere il segno, ma nel tennis la componente orizzontale del moto è quella che contribuisce di più.
Vedremo come questa tecnologia verrà accolta dai giocatori. Nadal, che qualcosina di terra ne capisce, s’è sempre lamentato del problema dei segni specialmente dopo che vengono pulite le linee.
Qualche italiano, a Parma, ha già trovato una brillante soluzione a questo problema. E qualche umpire se n’è pure accorto… 1:32:27 qualcuno sa quello che fa
@ jokopoko (#2693381)
ottima spiegazione grazie 🙂
Torneo di madrid si conferma il miglior 1000 in assoluto.. Imbarzzante la differenza con roma…
una precisazione su hawk eye.
non è un sistema di simulazione informatica (di traiettorie), bensì un sistema che analizzando tutti i frame provenienti da una telecamera, individua i pixel della palla e incrocia i dati con le immagini delle altre telecamere, calcolando la posizione della palla sul campo al momento dell’impatto.
leggermente più avanti foxtenn, che usa telecamere ad altissima velocità e sensori laser, riproducendo il reale impatto sul terreno con margine d’errore praticamente zero.
Oltre ai giudici di linea sono sparite le insopportabili discussioni: bene così !
Se ha toccato di qualche centimetro? Ma si tratta spesso di millimetri, sia per l’in sia per l’out, e lo vediamo qui a Melbourne dall’immagine delle palle “molto vicine” e quelle buone di un pelo..e immagino quanti errori non siano stati segnalati nel passato dai giudici di linea e neanche dai giocatori per l’impossibilità dell’occhio umano di cogliere quei millimetri ad alta velocità o dal segno sulla terra e penso a partite magari perse per questo (ricordiamoci la finale della Schiavone). Eppure qualcuno rivendica ancora i giudici di linea, oltretutto lì impalati ed esposti a colpi di caldo o a colpi di palla (anche quelli “legalizzati” nella fase del gioco)..mah!
Controllare elettronicamente il segno fisico lasciato dalla palla, come sembra evocare il titolo, sarebbe soluzione ottimale, visto che i maggiori problemi nascono dall’identificare il segno corretto e valutarne poi il significato, funzioni entrambe fattibili molto bene in maniera automatica, ma dove resta come elemento fondamentale il segno fisico.
Però il successivo testo dell’articolo non mi sembra avvalorare questa mia interpretazione.
Sai che pasticcio?? Perché chi glielo spiega a un giocatore che vede l’inequivocabile segno sulla terra che la chiamata elettronica è giusta anche quando non lo è? Boh.
Entro 1-2 anni spariranno completamente i giudici di linea!!
Io invece, dopo i tanti errori nei tornei, prima e dopo gli us open, non vedo l’ora che spariscano i giudici di linea dato che sono ormai anacronistici.
In effetti vedere ad occhio se la pallina ha toccato la linea di qualche centimetro, é molto difficile anche per un occhio allenato. La trovo un’ottima soluzione. Oltretutto evita fastidiose discussioni fra l’arbitro e i giocatori. Non mi entusiasma l’eliminazione dei giudici di sedia e di linea
FoxTenn è un’azienda spagnola, motivo non trascurabile per introdurlo nel M1000 di Madrid.
Ad ogni modo Foxtenn verrà via via introdotto su tutti i tornei su terra.